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L’Iran sceglie tra Rohani e Raisi: test sull’apertura al mondo

19 maggio 2017 7.56
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L’Iran sceglie tra Rohani e Raisi: test sull’apertura al mondo

TEHERAN - Le elezioni presidenziali in Iran sono le più strategiche del Medio Oriente e della «mezzaluna sciita». Scegliendo tra due ayatollah, il presidente uscente Hassan Rohani e il conservatore Ebrahim Raisi, un seyed con il turbante nero simbolo di discendenti dalla famiglia del Profeta, gli iraniani decideranno se continuare o meno l’apertura al mondo esterno simboleggiata dall’accordo sul nucleare del 2015. Sono le prime dalla firma di quell’intesa voluta da Obama e definita da Trump «orribile» ma riconfermata in queste ore dalla Casa Bianca. Queste sono anche le prime elezioni dalla rivoluzione di Khomeini del 1979 senza la presenza determinante di Hashemi Rafsanjani, il burattinaio della repubblica islamica deceduto d’infarto nel gennaio scorso mentre faceva il bagno in piscina.

Sono anche le uniche elezioni del Medio Oriente, Israele escluso, dove il risultato non è del tutto deciso in anticipo. Intendiamoci, quella iraniana non è una democrazia, come spiega il politologo Sadeq Zibaqalam: «Gli elettori vanno alle urne per scegliere “il minore dei mali”, non decidono davver...

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