Berlusconi al veleno contro Bondi. Forza Italia nel caos in Puglio

3 aprile 2015 19.35

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Forza Italia è nel caos da mesi e Berlusconi esplode in un atto di accusa violentissimo contro i personalismi e le fughe dal partito. Una chiamata a raccolta disperata di un uomo che non riesce più a controllare la sua creatura politica. L'ultima goccia è stata la decisione di Bondi e di sua moglie di abbandonare clamorosamente il partito. Non è stata solo la fine di un rapporto politico, ma la fine di un'era, di un rapporto tra un monarca e il suo più fedele cantore, lo scudiero che avrebbe immolato se stesso per il bene del capo. Finito. Con Berlusconi che intima al suo ex coordinatore nazionale di "stare zitto". Beccandosi a sua volta un replica avvelenata da parte del poeta che cantava le imprese dell'ex Cavaliere. E' il segnale che la corte di Berlusconi, un tempo monolitica, è ormai un covo di rancori e vendette. Con conseguenze politiche drammatiche. A meno di due mesi dalle elezioni regionali in Puglia la situazione è impazzita, con il candidato che lascia in polemica con il vertice. In Liguria il candidato Toti è inviso alla lega che per fargli posto ha dovuto rinunciare al suo candidato. In Veneto la vittoria non è così scontata con la divisione nella Lega. In Campania Caldoro non ha la riconferma in tasca, dovendosi battere contro un candidato popolare come De Luca. Ma è tutto il centrodestra nella tempesta: Ncd è sempre più nervosa, tanto più dopo le dimissioni di Lupi dalle Infrastrutture. A colpi di tweet De Girolamo e Quagliariello si scambiano insulti. E' l'ala antirenziana contro l'ala governativa. Renzi non se ne cura: Ncd è accreditata nei sondaggi del 2,5 per cento. Si dovrà accontentare del ministero degli Affari regionali. Alle Infrastrutture si è insediato Delrio. Intanto il governo ha reso noti i particolari della nuova governance della Rai: i consiglieri saranno revocabili, cioè licenziabili dall'Assemblea dei soci dopo il parere della Vigilanza. Per rimuove l'amministratore delegato ci sarà invece bisogno del voto del cda. L'ad potrà firmare in autonomia contratti fino a 10 milioni.  

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