Daniel, il clochard letterato di Milano: «Così dimentico anche il freddo»

20 novembre 2017 8.26

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Daniel, il clochard letterato di Milano: «Così dimentico anche il freddo»

Ai margini di Bookcity, sotto il portico di via Broletto: un materasso per terra, coperte, una bottiglia d’acqua. A lato, una pila di libri: nella «casa» del clochard Daniel, 48 anni, non mancano mai. «Da bambino, in Romania, leggevo Jules Verne e Il giro del mondo in 80 giorni, oppure Tre uomini in barca. Sono partito presto: prima Roma, poi Milano. Ho imparato bene l’italiano, facevo il muratore. Poi è finita - racconta -: dal 2012 non ho un tetto e ho smesso di cercare lavoro, perché non lo trovo. Quattro anni fa mi sono sistemato qui, la gente che abita vicino mi conosce e mi presta i libri. Io li leggo, tutto il giorno. Poi li restituisco».

È la dignità di una vita che alla lettura non rinuncia. «Iniziano a farmi un po’ male gli occhi, allora una signora con la bancarella vicino a Cairoli mi ha regalato un paio di occhiali. Non sono proprio giusti per me, ma quando sono stanco li metto». Fa strano, forse, parlare di letteratura per str...

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