Elliott Gould: “Io, Altman e le donne”

26 novembre 2013 6.40

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Elliott Gould: “Io, Altman e le donne”

Si fa fatica a crederlo, ma nel 1970, sul set di M.A.S.H., Elliot Gould, che oggi ha 75 anni e parla della sua vita con generosa precisione, non si trovò subito a suo agio: «Non capivo bene che cosa dovevo fare, come regolarmi in mezzo a quel caos, una coralità apparentemente priva di punti di riferimenti, avevo poca esperienza, prima di allora avevo girato solo tre film». Accanto a lui, nelle stesse condizioni, c’era Donald Sutherland: «Ci eravamo conosciuti poco tempo prima, appena l’ho visto avevo pensato che non ci saremmo mai piaciuti, poi, dopo un pranzo, siamo diventati amici e tra noi si è creata un’alchimia. Anche lui non sapeva bene come comportarsi, lo abbiamo detto a Altman, insieme ci siamo lamentati, ma dopo aver ripetuto la prima scena abbiamo capito il suo metodo». Da allora, il sodalizio non si è mai spezzato e Gould, ospite d’onore della retrospettiva del Tff, continua a indicare Altman come il maestro più importante della sua lunga e felicissima carriera. Se ha saputo conservare quella sua impossibilità di essere normale, Elliot Gould lo deve anche al grande autore: «Mi ha dato tanta libertà, e io me la sono presa, abbiamo costruito poco alla volta un rapporto di fiducia di cui entrambi avevamo bisogno».

Con Altman, ma anche con altri autori, lei ha vissuto un’epoca cinematografica ricca di fermenti creativi. Un fenomeno irripetibile?

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