Italicum, Renzi non tratta con la minoranza Pd. Incognita fiducia.

14 aprile 2015 18.40

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Renzi a Genova si è preso una buona dose di fischi dai portuali, ma non è quello che deve aver fatto più male al presidente del consiglio. Dalle parole accorate pronunciate dal premier davanti al cantiere sul torrente Bisagno, quello che straripando provocò la tragica alluvione dei mesi scorsi, si capisce che la battaglia contro la burocrazia e le inefficienze è ancora solo all'inizio e la vittoria non è affatto scontata. La lentezza è il vero incubo di Renzi, più della sinistra Pd. Per questo il premier non accetterà mai di rimettere in discussione l'Italicum, di rimandarlo al Senato anche solo per cambiare un paio di punti. Il presidente del consiglio sa che, se cede, la riforma tornerà a Palazzo Madama e si approverà chissà quando. Quindi, "l'Italicum non è il Monopoli che si torna a Vicolo Corto". In concreto: con l'opposizione Pd Renzi non vuole trattare. Per ora la minoranza è compatta contro l'Italicum . Anche Area riformista del capogruppo Speranza, cioè i più dialoganti, hanno deciso che voteranno contro. Domani sera ci sarà l'assemblea del gruppo parlamentare con Renzi e si voterà. Il Pd sarà spaccato, apparentemente senza possibilità di mediazione. Il 27 aprile la legge andrà in aula e la scommessa del segretario-premier è che alla fine il gruppo della sinistra dem non sarà più così compatto. Perché - è il ragionamento dei renziani - è chiaro che se salta l'Italicum alla Camera si andrà al voto anticipato. Con il proporzionale puro del Consultellum e anche con questo sistema Renzi è convinto di potercela fare. E a quel punto nelle liste del Pd ne entrerebbero pochi della minoranza. Quanti oppositori se la sentiranno di andare al voto anticipato con il rischio di rimanere fuori dal Parlamento? Resta sullo sfondo l'arma nucleare della fiducia sull'Italicum. Renzi non l'ha esclusa ma anche il premier si rende conto che sarebbe un punto di non ritorno, una vera esplosione atomica che sconvolgerebbe il partito e il quadro politico.  

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