L'Opinione delle Libertà

20 novembre 2013 23.12

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L'Opinione delle Libertà

C’era da attenderselo: un intervento a gamba tesa dell’ayatollah Alì Khamenei, Guida Suprema dell’Iran, nel dibattito sul suo programma nucleare. Suo a tutti gli effetti, visto che i siti dell’arricchimento dell’uranio, le centrali e i centri di ricerca fanno capo direttamente all’ayatollah e non al presidente Hassan Rouhani, come si potrebbe pensare. Con un tempismo incredibilmente breve, ieri mattina era stata diffusa la notizia ufficiosa secondo cui i negoziati di Ginevra per la questione nucleare fossero a un punto di svolta e che l’accordo finale fosse in vista. Con i rappresentanti iraniani ancora in viaggio per Ginevra, Khamenei ha tenuto un discorso (trasmesso in televisione) ai fedelissimi delle milizie Basij. Ha dichiarato che i negoziatori inviati in Europa sono vincolati da precisi limiti. E che l’Iran “non arretrerà di una virgola” dal suo “diritto” al nucleare.

La presa di posizione dell’ayatollah può apparire strana, agli occhi dei negoziatori del gruppo di contatto P 5+1 (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu più la Germania), perché mai come questa volta è stata data fiducia alla controparte iraniana. In tutti i precedenti round...

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