L'uomo, l'animale più feroce?

28 marzo 2015 15.55

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PERCHÉ GLI ANIMALI rispettano i cuccioli anche di altre razze mentre in Libia, in Siria, in Nigeria e ovunque infuria una guerra si massacrano anche i bambini? Così mi scrive Anna Tiberti di Ancona e mi risparmia la scontata conclusione: gli animali sono meno feroci dell’uomo. La mia risposta è in parte scontata ma offre anche spunti per nuove osservazioni. Cominciamo dall’ovvio. Negli uomini l’idea di potere è più articolata e può accompagnarsi al cinismo, alla vendetta e alla crudeltà, elementi estranei al puro istinto di sopravvivenza degli animali. Ovvio dunque che il “meglio” e il “peggio” siano direttamente proporzionali ai diversi livelli di intelligenza. La leonessa, quando ha sfamato i piccoli, non cerca trofei per abbellire la sua tana perché nel suo istinto non c’è l’ambizione. La formica è un’accaparratrice, ma accumula per sopravvivere nell’inverno, non per rivendere al mercato nero. Minore è la capacità cerebrale, minori i suoi aspetti negativi. Le bestie, dunque, non sono migliori o peggiori di noi. Sono semplicemente degli esseri astronomicamente diversi: tra di loro non c’è un tagliatore di gole ma non c’è neppure un San Francesco.

PERCHÉ GLI ANIMALI rispettano i cuccioli anche di altre razze mentre in Libia, in Siria, in Nigeria e ovunque infuria una guerra si massacrano anche i bambini? Così mi scrive Anna Tiberti di Ancona e mi risparmia la scontata conclusione: gli animali sono meno feroci dell’uomo.

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