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Opec, l’attesa per il taglio della produzione di petrolio

7 dicembre 2018 8.31
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Opec, l’attesa per il taglio della produzione di petrolio

C’è incertezza sull’accordo per un nuovo taglio alla produzione di petrolio da parte dell’Opec, il cartello dei Paesi produttori di greggio. Giovedì a Vienna è stata trovata un’intesa di principio, ma la decisione sull’entità della riduzione è stata rimandata alla riunione di oggi con i produttori non-Opec (Russia in testa). Ad aumentare il disorientamento hanno contribuito le parole del ministro dell’Energia saudita Khalid al-Falih, che si è detto «non fiducioso» sulla possibilità di chiudere oggi. In discussione ci sono tagli tra 0,5 e 1,5 milioni di barili al giorno, ma Khalid al-Falih ha giudicato «accettabile» anche una riduzione di 1 milione di barili. A fine 2016 era stato raggiunto un accordo, molto faticosamente, per una riduzione di 1,8 milioni di barili al giorno. Il cartello ieri non avrebbe trovato un’intesa sulla ripartizione dei tagli dopo che l’Iran, già soggetto alle sanzioni statunitensi, si è tirato indietro. L’obiettivo del taglio alla produzione è far risalire i prezzi. Il Brent — il petrolio del Mare del Nord — ha perso oltre il 30% dai quasi 90 dollari di ottobre in seguito alle nuove sanzioni Usa nei confronti dell’Iran e all’aumento della produzione di shale oil americano. Ieri il Brent è arrivato a toccare i 58 dollari per poi attestarsi intorno ai 60 dollari al barile, mentre il Wti è sceso a 51,38 dollari. Nelle ore in cui a Vienna, a porte chiuse, si teneva l’incontro dell’Opec, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump twittava che il «mondo non vuole vedere o ha bisogno di prezzi del petrolio più alti». Che detto dal primo produttore mondiale di petrolio ha un certo rilievo e indica una strategia in contrasto con quella dell’Opec e con quella della Russia, Paesi che a differenza degli Stati Uniti hanno economie che dipendono prevalentemente dal petrolio e dunque dal suo prezzo.

Se oggi si arriverà a un accordo molto dipenderà, dunque, dalla Russia. Se Mosca deciderà di tagliare, il cartello dei produttori potrebbe fare altrettanto. Il ministro dell’energia Alexander Novak è rientrato da Vienna in anticipo per confrontarsi con il presidente Vladimir Putin e tornare oggi con...

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