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Riforma Madia, riscritti due decreti bocciati dalla Consulta. Slitta il taglio delle partecipate promesso da Renzi

17 febbraio 2017 15.21
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Riforma Madia, riscritti due decreti bocciati dalla Consulta. Slitta il taglio delle partecipate promesso da Renzi

Il taglio delle società partecipate da enti pubblici “da 8mila a mille” promesso da Matteo Renzi ormai quasi tre anni fa è destinato a slittare ancora. E sarà ben più soft rispetto agli annunci. E’ quello che emerge dal decreto attuativo della riforma Madia della pubblica amministrazione su questa materia, riscritto dopo che lo scorso novembre la Consulta lo ha bocciato insieme a quelli su servizi pubblici locali, pubblico impiego e dirigenti sanitari perché il governo li aveva varati con il solo “parere” delle Regioni, invece della necessaria “intesa“. Uno stop che ha costretto il governo a rimettere mano ai testi, con l’ulteriore ritardo legato all’avvicendamento a Palazzo Chigi tra Renzi e Paolo Gentiloni. Venerdì 17 febbraio la nuova versione è tornata in consiglio dei ministri per il via libera preliminare, insieme al nuovo decreto sui licenziamenti dei dipendenti pubblici assenteisti. Per il varo definitivo dei due testi si dovrà ora attendere l’ok di Consiglio di Stato e commissioni parlamentari e, appunto, l’intesa della Conferenza Stato Regioni. Il terzo decreto che era atteso in cdm, quello sul riordino della dirigenza sanitaria, è stato rinviato per “cortesia istituzionale” perché era assente il ministro della salute Beatrice Lorenzin. E anche il vero piatto forte, il nuovo Testo unico del lavoro pubblico, ancora non si è visto: dovrebbe approdare a Palazzo Chigi la prossima settimana.

Il decreto sulle partecipate, stando al comunicato diffuso dopo il cdm in attesa del testo completo, proroga ulteriormente, dal 23 marzo al 30 giugno 2017, il termine entro cui le amministrazioni pubbliche devono fare una ricognizione di tutte le partecipazioni possedute in vista della loro “raziona...

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